Di luce e polvere
18,00 €
di Esther Kinsky
Traduzione di: Silvia Albesano
Prima edizione: 26 marzo 2025
Da una delle voci piรน alte e originali della letteratura tedesca contemporanea, una dichiarazione d’amore alla magia del cinema e un poetico atto di resistenza alla chiusura delle sale.
ยซMoziยป recita lโinsegna di un edificio abbandonato in cui si imbatte Esther Kinsky passeggiando in un paesino dellโUngheria. Significa ยซcinemaยป e cattura subito il suo sguardo. Straniera in viaggio nella vasta piana ungherese, che appare come una terra incantata di orizzonti infiniti e nostalgia, lโautrice non resiste allโimpulso di comprare il cinema in disuso che รจ stato un tempo il centro vitale del villaggio. E ricostruendo la storia romantica e leggendaria dellโuomo che lo aprรฌ nel dopoguerra, lo rimette in funzione con lโaiuto di personaggi degni dellโimpresa donchisciottesca, come Jรณzsi, lโex proiezionista ora meccanico di biciclette, e la moglie Ljuba, che di lui si innamorรฒ quando un fulmine interruppe la proiezione del suo film preferito. Cosรฌ il dimenticato Mozi riprende vita, con un accurato programma dโautore per un pubblico pressochรฉ inesistente, con le foto incorniciate delle stelle del passato e il glorioso diploma vinto a un concorso socialista del 1975, con le pellicole recuperate per i suoi imponenti proiettori novecenteschi e il loro prodigioso fascio di luce. Esther Kinsky intreccia il racconto quasi fiabesco della sua esperienza, ricco di richiami visivi ai grandi maestri del cinema, a unโaccorata riflessione su quello che il cinema come luogo fisico รจ stato per un secolo: una finestra magica che amplia lo sguardo e accende sogni, uno spazio protetto dal mondo che offre unโesperienza a un tempo personale e collettiva, nutrendo lo spirito di comunitร e condivisione, contro lโodierna privatizzazione delle esperienze, una capsula del tempo per un viaggio in un altrove, ยซtutti gli sguardi nella stessa direzione e ogni sguardo verso il proprio orizzonteยป.

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